RISPOSTA A MAZZESCHI
Risposta a Fabio Massimo Fabrizio
Gentile sig. Mazzeschi,
dopo i morti, come fa a dire che io sono pericoloso? Perché dico una verità scomoda? Allora sì, sono tendenzioso e pericoloso. Come è tendenzioso e pericoloso Mister Ulivieri, che ha osato parlare di “connivenza” tra società sportive e tifo organizzato e violento. Come è tendenziosa la stragrande maggioranza dei giornalisti sportivi italiani, che da anni denuncia queste cose. Come è tendenziosa e pericolosa la moglie del povero ispettore di polizia assassinato.
Sig. Mazzeschi, è veramente sicuro che i protagonisti della guerriglia di ieri sera siano totalmente estranei al mondo degli ultras? E soprattutto, è mai entrato in un forum degli ultras? Non mi sembra che lì si facciano grandi distinzioni tra ultras “buoni”, che pensano solo alle coreografie, e ultras “cattivi”, che pensano solo alle spranghe. C’è invece una commistione di emozioni, nella quale non si capisce dove sia il confine tra semplice passione sportiva (o “devozione”, come dice Lei) e ricerca della rissa. E sono anni che ci si interroga sul fenomeno.
Qui, nel rischio di fare semplificazioni, incorre Lei. Nessuno ce l’ha con chi segue la propria squadra per amore di una bandiera. Purché lo faccia in modo civile, senza violenza, nel rispetto degli avversari, come accade nel Rugby.
E’ proprio sicuro che nel calcio sia così? Mi sembra che i fatti – e non di ieri, ma di tutta la stagione – la smentiscano.
Questa non è dietrologia né tendenziosità (a che pro, poi?): è una semplice constatazione dei fatti, perché ieri è uguale ad oggi, ed il problema non è stato né affrontato (per sottovalutazione, o per interesse) né risolto.
E, mi permetta, sbaglia anche nelle conclusioni: gli sportivi veri (o gli ultras veri, come dice lei), da una stretta di vite forte come quella inglese, non hanno nulla da perderci, ma solo da guadagnarci.
Mi piacerebbe, a questo punto, che intervenisse nella discussione qualche tifoso di sesso femminile.
Cordialmente
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