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RISPOSTA A DARIO MENCUCCI
Caro Dario,
da persona che notoriamente non può definirsi di sinistra, Ti posso dire solamente: ben fatto!
LA CITTA’ DEL SENNO DI POI
…mamma, vado con gli amici ad un festival fichissimo, ad Arezzo. Pensa, è tutto gratis, e c’è gran bella musica. Rimango a dormire lì. In tenda. Si, si, non ti preoccupare, è tutto ok. Si, mamma, non mi dimentico l’inalatore. Dai, un po’ d’asma, non ammazza mica, sai? Si, si, lo so, ma lo sai che sono un bravo ragazzo, noh? Ok. Ti chiamo quando arrivo al campeggio.Un figlio amato. Un figlio morto. Palline d’oppio più alcol più asma. In una tenda. Ad Arezzo Wave.
Mi chiedo chissà cosa penseranno adesso i genitori di Lorenzo Borgia, di Terni, di anni 18 e due mesi.
Ma come? Dopo tutti questi mesi? Tutto questo casino? Può il nostro amato figlio diventare il simbolo del “tutti sapevano ma nessuno ha fatto niente”? Può il nostro Lorenzo divenire la bandiera di un’ipocrita “mea culpa” collettivo? Ma non abbiamo già sofferto abbastanza?
No, cari Signori Borgia, mi si torcono le budella ad ammetterlo, ma proprio no.
Questa è la Città del Senno di Poi. Come il marito che scopre che sua moglie non è più vergine dopo il ventesimo figlio, Arezzo la Benestante nasconde le sue carogne sottoterra, sperando che nessuno se ne accorga. E dimenticandosi che le iene sanno anche scavare.
Dante ci definiva Botoli ringhiosi. Cittadini convinti di saperla sempre più lunga degli altri, anche quando non c’è nulla da sapere.
Il magico, meraviglioso Silenzio del Saggio, che sa che se parla fa peggio, non è nei nostri costumi. Non è nel nostro DNA.
E così, via con le Trombonate. E’ colpa della Bossi-Fini. E’ colpa del lassismo comunista. E’ colpa del Questore e del Prefetto. E’ colpa del Valenti. E’ colpa dell’asma. In un recente blog Aretino, che potete consultare all’indirizzo corso-italia.blogspot.com, addirittura si dà la colpa al fantomatico “Delatore”, a colui che cioè avrebbe anonimamente avvertito le Iene per far fare una figura di merda al Sindaco.
Cari signori Borgia, state assistendo al delirio di una ricca città che ha la coscienza sporca dell’assassino che sperava di averla fatta franca.
La Città del Senno di Poi.
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